Archivi categoria: Buone pratiche

La rete delle Città in Comune aderisce alla manifestazione del 21 ottobre contro il razzismo e chi lo fomenta.

Comunicato

Roma 12 ottobre. Abbiamo già aderito con convinzione, alla manifestazione nazionale che si terrà il 21 ottobre prossimo a Roma, contro il  razzismo. Saremo in piazza con una presenza in piazza consapevole e diffusa.

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Stop Fiscal Compact, la Rete delle città in comune e Attac scrivono ai sindaci

Ai Sindaci e ai Consiglieri Comunali

A fine 2017, cinque anni dopo la sua approvazione, il Fiscal Compact deve essere valutato dai Parlamenti nazionali e potrebbe, in seguito a valutazione positiva, essere inserito nell’ordinamento europeo, divenendo giuridicamente superiore alla legislazione nazionale e rendendo irreversibili le politiche d’austerità. Continua a leggere Stop Fiscal Compact, la Rete delle città in comune e Attac scrivono ai sindaci

La rete delle Città in Comune aderisce alla petizione popolare di Attac contro il Fiscal Compact

Il Fiscal Compact, anche attraverso la restrizione delle finanze degli Enti Locali messe in atto dal Governo italiano in sua attuazione, sta determinando gravi conseguenze per la parte più debole della società . Continua a leggere La rete delle Città in Comune aderisce alla petizione popolare di Attac contro il Fiscal Compact

21 ottobre a Roma contro il razzismo. Le città in comune aderiscono alla manifestazione.

Giustizia ed eguaglianza contro il razzismo: il 21 ottobre tutte/i a Roma

In un momento difficile della storia del paese e del pianeta intero, dobbiamo decidere fra due modelli di società. Quello includente, con le sue contraddizioni e quello che si chiude dentro ai privilegi di pochi. Sembriamo condannati a vivere in una società basata su una solitudine incattivita e rancorosa, in cui prendersela con chi vive nelle nostre stesse condizioni, se non peggiori, prevale sulla necessità di opporsi a chi di tale infelicità è causa. Una società che pretende di spazzare via i soggetti più fragili a partire da chi ha la “colpa” di provenire da un altro paese, rievocando un nazionalismo regressivo ed erigendo muri culturali, normativi e materiali. Una società in cui il prevalere di un patriarcato violento e criminale è l’emblema evidente di un modello tradizionale che sottopone le donne alla tutela maschile e ne nega la libertà. Disagio e senso di insicurezza diffuso sono strumentalizzati dalla politica, dai media e da chi ha responsabilità di governo. Si fomentano odi e divisioni per non affrontare le cause reali di tale dramma: la riduzione di diritti, precarietà delle condizioni di vita, mancanza di lavoro e servizi.

Eppure sperimentiamo quotidianamente, nei nostri luoghi di vita sociale, solidarietà e convivenza, intrecciando relazioni di eguaglianza, parità, reciproca contaminazione, partendo dal fatto che i diritti riguardano tutte e tutti e non solo alcuni. Scegliamo l’incontro e il confronto nella diversità, riconoscendo pari dignità a condizione che non siano compromessi i diritti e il rispetto di ogni uomo o donna.

Vogliamo attraversare insieme le strade di Roma il 21 ottobre e renderci visibili con una marea di uomini, donne e bambini che chiedono eguaglianza, giustizia sociale e che rifiutano ogni forma di discriminazione e razzismo.

Migranti, richiedenti asilo e rifugiati che rivendicano il diritto a vivere con dignità insieme a uomini e donne stanchi di pagare le scelte sbagliate di governi che erodono ogni giorno diritti e conquiste sociali, rendendoci poveri, insicuri e precari.

Associazioni, movimenti, forze politiche e sociali, che costruiscono ogni giorno dal basso percorsi di accoglienza e inclusione e che praticano solidarietà insieme a migranti e richiedenti asilo, convinti che muri e confini di ogni tipo siano la negazione del futuro per tutti.

Ong che hanno salvato migliaia di vite in mare.

Persone nate o cresciute in Italia, che esigono l’approvazione definitiva della riforma sulla cittadinanza.

Giornalisti che tentano di fare con onestà il proprio mestiere, raccontando la complessità delle migrazioni e prestando attenzione anche alle tante esperienze positive di accoglienza.

Costruttori di pace mediante la nonviolenza, il dialogo, la difesa civile, l’affermazione dei diritti umani inderogabili in ogni angolo del pianeta e che credono nella libertà di movimento.

Vogliamo ridurre le diseguaglianze rivendicando, insieme ai migranti e ai rifugiati, politiche fiscali, sociali e abitative diverse che garantiscano per tutte e tutti i bisogni primari.

Il superamento delle disuguaglianze parte dal riconoscimento dei diritti universali, a partire dal lavoro, a cui va restituito valore e dignità, perché sia condizione primaria di emancipazione e libertà.

Chiediamo la cancellazione della Bossi-Fini che ha fatto crescere situazioni di irregolarità, lavoro nero e sommerso, sfruttamento e dumping socio-lavorativo.

Denunciamo l’uso strumentale della cooperazione e le politiche di esternalizzazione delle frontiere e del diritto d’asilo. Gli accordi, quasi sempre illegittimi, con paesi retti da dittature o attraversati da conflitti; le conseguenze nefaste delle leggi approvate dal parlamento su immigrazione e sicurezza urbana che restringono i diritti di migranti e autoctoni (decreti Minniti Orlando) di cui chiediamo l’abrogazione; le violazioni commesse nei centri di detenzione in Italia come nei paesi a sud del Mediterraneo finanziati dall’UE. Veri e propri lager, dove i migranti ammassati sono oggetto di ogni violenza. Esigiamo che delegazioni del parlamento europeo e di quelli nazionali si attivino per visitarli senza alcun vincolo o limitazione.

Chiediamo canali di ingresso sicuri e regolari in Europa per chi fugge da guerre, persecuzioni, povertà, disastri ambientali.

Occorrono politiche di accoglienza diffusa che vedano al centro la dignità di chi è accolto e la cura delle comunità che accolgono. Politiche locali che antepongano l’inclusione alle operazioni di polizia urbana. E occorre un sistema di asilo europeo che non imprigioni chi fugge nel primo paese di arrivo.

Il 21 ottobre uniamo le voci di tutte le donne e gli uomini che guardano dalla parte giusta, cercano pace e giustizia sociale, sono disponibili a lottare contro ogni forma di discriminazione e razzismo.

Per adesioni: 21ottobrecontroilrazzismo@gmail.com

Trento è città Stop-CETA. Approvato l’odg proposto da l’Altra Trento della Rete delle Città in Comune

Dal 12 settembre anche Trento è una città Stop-CETA
Il dispositivo è stato approvato con 24 voti favorevoli, 11 astenuti e nessun contrario.
L’intera giunta di centrosinistra si è astenuta!
La mozione era stata presentata da L’altra Trento a Sinistra alla commissione ambiente che ne ha condiviso i contenuti e, con piccole modifiche l’ha adottata come mozione della commissione.
La Coldiretti  aveva invitato a luglio tutti i comuni e le regioni ad adottare odg contro la ratifica del CETA che la rete delle Città in Comune aveva rilanciato .

2 agosto Overshootday. La rete delle Città in comune per un nuovo modello di sviluppo

Oggi 2 agosto è l’overshootday. Da domani alla fine dell’anno consumeremo risorse che il Pianeta non potrà riprodurre. Adesione della Rete alla campagna per invertire questa rotta, per un nuovo modello di sviluppo economico e sociale alternativo a quello neoliberista, che non ipotechi il futuro Continua a leggere 2 agosto Overshootday. La rete delle Città in comune per un nuovo modello di sviluppo

La rete delle Città in comune aderisce alle iniziative della giornata del 14 luglio contro i decreti Minniti-Orlando

unnamedIl 14 luglio non è solamente la data simbolo della Rivoluzione Francese, legata alla presa della Bastiglia nel 1789. Rappresenta l’affermarsi, con un movimento di popolo, di tre principi fondamentali validi per il mondo intero, la libertà, l’uguaglianza, la fraternità. Purtroppo questi principi sono oggi duramente messi in discussione. Continua a leggere La rete delle Città in comune aderisce alle iniziative della giornata del 14 luglio contro i decreti Minniti-Orlando

Stop CETA. Approvata la mozione proposta da Rete a Sinistra nella Regione Liguria.

Una mozione che impegna la Giunta e il Presidente della Regione Liguria “a contrastare, in ogni sede e luogo istituzionale, l’accelerazione della procedura di approvazione così come la ratifica finale del trattato CETA, chiedendo l’apertura di un confronto ampio e partecipato sugli effetti dell’approvazione di tali trattati sul tessuto economico-sociale, l’ambiente e i diritti nel nostro Paese” è stata approvata dal Consiglio regionale Ligure su proposta del consigliere Pastorino del gruppo consiliare Rete a Sinistra.

La rete delle Città in Comune ripresenterà ove possibile questa mozione.

 

Scarica la mozione

Rossi e il PD indossano l’elmetto. Semaforo verde al potenziamento della base e macigno sulla strada della riconversione ad usi civili della base di Camp Darby

Comunicato stampa Sì Toscana a Sinistra 

Scontro su Camp Darby. Fattori (Sì): “Rossi e il PD indossano l’elmetto. Semaforo verde al potenziamento della base statunitense e macigno sulla strada della riconversione ad usi civili dopo la bocciatura della mozione di Sì Toscana a Sinistra”. Continua a leggere Rossi e il PD indossano l’elmetto. Semaforo verde al potenziamento della base e macigno sulla strada della riconversione ad usi civili della base di Camp Darby

Città in comune della costa toscana: Basta con la gestione privatistica dell’acqua. Rilanciamo la legge d iniziativa popolare.

di Rete delle “Città in Comune” area Costa Nord Toscana

 

Riparte da Massa Carrara la battaglia per la gestione pubblica dell’acqua: l’appello delle ‘Città in Comune’ della costa nord Toscana agli amministratori locali. Appello presentato oggi in una conferenza stampa.
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