Dopo le assemblee di Roma e di Bologna costruiamo un percorso unitario

Abbiamo partecipato con convinzione all’assemblea di domenica scorsa (“Costruire l’alternativa”, Bologna, 18 dicembre).  Ne abbiamo condiviso il senso, oltreché l’obiettivo, e apprezzato l’appassionata tensione che l’ha animata, nonché i contenuti programmatici emersi e l’esplicita volontà di costruzione di

un polo politico autonomo e alternativo, che costituiscono una importante base comune.

Aspetti e caratteristiche che hanno confortato la  sollecitazione a condividere lo stesso percorso unitario e l’invito a collaborare rivolto dalle 500 persone, attivisti, militanti politici , amministratori locali,  riunite l’11 dicembre scorso nell’incontro nazionale “Ricominciamo dal No(i)”.

A noi di Politica in comune interessa soprattutto cogliere lo slancio unitario che sta finalmente attraversando e contagiando il tessuto sociale e culturale della sinistra italiana, che si è felicemente mobilitato nella battaglia referendaria. Lo stesso che è emerso dall’incontro di domenica scorsa, grazie al quale siamo sicuri potremo insieme impegnarci nel prosieguo del percorso che sia a Bologna, sia a Roma è stato unanimemente invocato.

Confermiamo pertanto l’invito alle realtà territoriali di indire, sulla base degli appelli lanciati da Roma e da Bologna,  assemblee e riunioni aperte a ogni soggettività politica e sociale, civica e culturale, in preparazione di un nuovo appuntamento nazionale, dove individuare metodi, criteri e regole per delineare quelle nuove forme politiche unitarie di cui ha bisogno la sinistra nel nostro paese.

Poiché, al di là delle valutazioni di ciascuno e di ciascuna, siamo in presenza di un’accelerazione politica che c’impone di consolidare i processi unitari in corso, per consentire a tutti noi di sentirsi democraticamente rappresentati e partecipi.

Nelle due assemblee si è indiscutibilmente affermata la convinzione che l’unità non solo è necessaria, ma è anche possibile.

Dobbiamo quindi lavorare a intrecciare e valorizzare i diversi percorsi politici, le tante energie che si sono espresse a Roma e Bologna. Va da sé che risulterebbe grottesco, oltreché tombale, dividersi per realizzare l’unità.

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