Roma 24 giugno – SPIN TIME – VIA STATILIA 15 – Terza tappa: L’alternativa alle privatizzazioni, per una città pubblica

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Negli ultimi 30 anni l’imperativo liberista ha progressivamente portato alla riduzione, sin quasi alla scomparsa, del ruolo pubblico nel governare e indirizzare lo sviluppo economico, all’affidamento al mercato di sempre più ampi servizi essenziali ed alla competizione selvaggia basata sulla compressione salariale determinata dalle esternalizzazioni.

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Rossi e il PD indossano l’elmetto. Semaforo verde al potenziamento della base e macigno sulla strada della riconversione ad usi civili della base di Camp Darby

Comunicato stampa Sì Toscana a Sinistra 

Scontro su Camp Darby. Fattori (Sì): “Rossi e il PD indossano l’elmetto. Semaforo verde al potenziamento della base statunitense e macigno sulla strada della riconversione ad usi civili dopo la bocciatura della mozione di Sì Toscana a Sinistra”. Continua a leggere Rossi e il PD indossano l’elmetto. Semaforo verde al potenziamento della base e macigno sulla strada della riconversione ad usi civili della base di Camp Darby

Roma 17 giugno – Seconda tappa: l’alternativa al lavoro povero e sfruttato

Dopo la prima tappa a Bologna in occasione del G7 ambiente, in cui abbiamo lavorato a un programma per l’ecologia, il territorio e il clima ci vediamo a Roma per la seconda tappa della carovana per il cambiamento proposta dalla rete delle città in comune.
L’appuntamento sabato 17 in piazza dell’Immacolata a Roma per esperienze civiche, reti sociali, partiti, associazioni e soprattutto lavoratrici e lavoratori in lotta.

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Città in comune della costa toscana: Basta con la gestione privatistica dell’acqua. Rilanciamo la legge d iniziativa popolare.

di Rete delle “Città in Comune” area Costa Nord Toscana

 

Riparte da Massa Carrara la battaglia per la gestione pubblica dell’acqua: l’appello delle ‘Città in Comune’ della costa nord Toscana agli amministratori locali. Appello presentato oggi in una conferenza stampa.
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APPELLO IN DIFESA DELLA LIBERTÀ DI MANIFESTARE NEL CENTRO DI BOLOGNA

Come cittadini, associazioni, movimenti e realtà politiche che hanno fatto parte del percorso del G7M chiediamo alle forze democratiche di questo paese di pronunciarsi a favore della libertà di manifestare in modo pacifico e colorato i contenuti e le proposte sulle politiche ambientali che sono state sviluppate all’interno del G7M, ispirate ad un ecologia integrale e alla necessità di agire in modo netto e profondo per combattere i cambiamenti climatici.

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11 giugno, Bologna. Prima tappa delle “Piazze dell’Alternativa”. Nella cornice del G7M “Ambiente alla base, non al vertice”

Bologna, Parco “11 Settembre 2001”, domenica 11 giugno, ore 11.

Nella cornice delle iniziative G7M – “Ambiente alla base, non al vertice” parte da Bologna la prima tappa della Carovana per il Cambiamento della Rete de Le Città in Comune.

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Lettera delle Città in comune al Presidente Mattarella: rinvii alle Camere la legge che reitroduce i voucher

Gli amministratori della Rete delle Città in Comune hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica chiedendo di rinviare alle camere la legge  di correzione dei conti pubblici che reintroduce i voucer per incostituzionalità per contrasto con la sospensione del referendum e per incongruità fra le provvedimenti relativi a norme di finanza pubblica e quelle relative al lavoro occasionale. Di seguito il testo della lettera.

Costa della Toscana: nasce la rete delle liste di cittadinanza

252524_119737768228386_1867526202_nNegli ultimi anni la richiesta di partecipazione delle cittadine e dei cittadini è in crescita. Ma chi governa, in una visione tutta amministrativa di pura gestione dell’esistente, basata su politiche di taglio dei servizi pubblici, di privatizzazione, di esternalizzazione e di rispetto del patto di stabilità, di fatto non risponde.

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Un’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza

di Anna Falcone e Tomaso Montanari*

Siamo di fronte ad una decisione urgente. Che non è decidere quale combinazione di sigle potrà sostenere il prossimo governo fotocopia, ma come far sì che nel prossimo Parlamento sia rappresentata la parte più fragile di questo Paese e quanti, giovani e meno giovani, in seguito alla crisi, sono scivolati nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive. La parte di tutti coloro che da anni non votano perché non credono che la politica possa avere risposte per la loro vita quotidiana: coloro che non sono garantiti perché senza lavoro, o con lavoro precario; coloro che non arrivano alla fine del mese, per stipendi insufficienti o pensioni da fame.

La grande questione del nostro tempo è questa: la diseguaglianza. L’infelicità collettiva generata dal fatto che pochi lucrano su risorse e beni comuni in modo da rendere infelici tutti gli altri.

La scandalosa realtà di questo mondo è un’economia che uccide: queste parole radicali – queste parole di verità – non sono parole pronunciate da un leader politico della sinistra, ma da Papa Francesco. La domanda è: «E’ pensabile trasporre questa verità in un programma politico coraggioso e innovativo»? Noi pensiamo che non ci sia altra scelta. E pensiamo che il primo passo di una vera lotta alla diseguaglianza sia portare al voto tutti coloro che vogliono rovesciare questa condizione e riconquistare diritti e dignità.

Per far questo è necessario aprire uno spazio politico nuovo, in cui il voto delle persone torni a contare.

Soprattutto ora che sta per essere approvata l’ennesima legge elettorale che riporterà in Parlamento una pletora di “nominati”. Soprattutto in un quadro politico in cui i tre poli attuali: la Destra e il Partito Democratico – purtroppo indistinguibili nelle politiche e nell’ispirazione neoliberista – e il Movimento 5 Stelle o demoliscono o almeno non mostrano alcun interesse per l’uguaglianza e la giustizia sociale.

Ci vuole, dunque, una Sinistra unita, in un progetto condiviso e in una sola lista. Una grande lista di cittadinanza e di sinistra, aperta a tutti: partiti, movimenti, associazioni, comitati, società civile. Un progetto capace di dare una risposta al popolo che il 4 dicembre scorso è andato in massa a votare “No” al referendum costituzionale, perché in quella Costituzione si riconosce e da lì vorrebbe ripartire per attuarla e non limitarsi più a difenderla.

Per troppi anni ci siamo sentiti dire che la partita si vinceva al centro, che era indispensabile una vocazione maggioritaria e che il punto era andare al governo. Da anni contempliamo i risultati: una classe politica che si diceva di sinistra è andata al governo per realizzare politiche di destra. Ne portiamo sulla pelle le conseguenze, e non vogliamo che torni al potere per completare il lavoro.

Serve dunque una rottura e, con essa, un nuovo inizio: un progetto politico che aspiri a dare rappresentanza agli italiani e soluzioni innovative alla crisi in atto, un percorso unitario aperto a tutti e non controllato da nessuno, che non tradisca lo spirito del 4 dicembre, ma ne sia, anzi, la continuazione.

Un progetto che parta dai programmi, non dalle leadership e metta al centro il diritto al lavoro, il diritto a una remunerazione equa o a un reddito di dignità, il diritto alla salute, alla casa, all’istruzione.

Un progetto che costruisca il futuro sull’economia della conoscenza e su un modello di economia sostenibile, non sul profitto, non sull’egemonia dei mercati sui diritti e sulla vita delle persone.

Un progetto che dia priorità all’ambiente, al patrimonio culturale, a scuola, università e ricerca: non alla finanza; che affronti i problemi di bilancio contrastando evasione ed elusione fiscale, e promuovendo equità e progressività fiscale: non austerità e politiche recessive.

Un simile progetto, e una lista unitaria, non si costruiscono dall’alto, ma dal basso. Con un processo di partecipazione aperto, che parta dalle liste civiche già presenti su tutto il territorio nazionale, e che si apra ai cittadini, per decidere insieme, con metodo democratico, programmi e candidati.

Crediamo, del resto, che il cuore di questo programma sia già scritto nei principi fondamentali della Costituzione, e specialmente nel più importante: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese» (art. 3).

È su questa piattaforma politica, civica e di sinistra, che vogliamo costruire una nuova rappresentanza. È con questo programma che vogliamo chiamare le italiane e gli italiani a votare.

Vogliamo che sia chiaro fin da ora: noi non ci stiamo candidando a guidarla. Anzi, non ci stiamo candidando a nulla: anche perché le candidature devono essere scelte dagli elettori. Ma in un momento in cui gli schemi della politica italiana sembrano sul punto di ripetersi immutabili, e immutabilmente incapaci di generare giustizia ed eguaglianza, sentiamo – a titolo personale, e senza coinvolgere nessuna delle associazioni o dei comitati di cui facciamo parte – la responsabilità di fare questa proposta. L’unica adeguata a questo momento cruciale.

Perché una sinistra di popolo non può che rinascere dal popolo.

Invitiamo a riunirsi a Roma il prossimo 18 giugno tutti coloro che si riconoscono in questi valori, e vogliono avviare insieme questo processo.

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